Elle lo Spirito

Ciao, sono Elle, e all'incirca nel 2011 sono diventata uno Spirito.
Elle lo Spirito, appunto. 

Prima del 2011 non ero uno Spirito, ma una Donna con la valigia, più che altro a causa dei numerosi traslochi ai quali sistematicamente seguiva uno sfratto. Ho iniziato a spostarmi nel 2002, non per amore dei viaggi, ma perché volevo fuggire, sistemarmi a Bologna: non ha funzionato. Una peripezia dopo l'altra, una svolta alla mia vita dopo l'altra, sono passati alcuni anni ma la valigia era sempre a portata di mano, l'ultimo miglioramento possibile era non svuotarla nemmeno, tenerla sempre pronta da chiudere per ripartire. Naturalmente ho anche iniziato a ridurre al minimo tutte le cianfrusaglie che mi portavo appresso, la mia casa, ma quando mi sono trasferita a Siena per l'università, mi è stato impossibile non accumulare libri e appunti.

Nel 2007 sono partita per Berlino davvero solo con una valigia che conteneva tutta la mia casa, tranne la macchina da cucire, quella era a parte: con la destra trascinavo un valigione da trenta chili, con la sinistra tenevo la valigetta della macchina da cucire e sulle spalle avevo il mio zainetto con i quaderni, i documenti e il mio computer. Viaggiavo leggerissima. Purtroppo ad ogni nuovo trasloco il mio bagaglio era aumentato di tre scatoloni pieni di libri, che dovevo spedire. Il 2007 è stato anche l'anno in cui ho iniziato a tenere un diario (sul web) delle mie peripezie, del mondo che scoprivo, delle mie riflessioni, si chiamava Appunti berlinesi, ma visto come è andata a finire, ad un certo punto l'ho rinominato La donna con la valigia va in missione. Appunti berlinesi. La mia missione era imparare il tedesco.

Al mio rientro da Berlino avevo un programma di tutto rispetto, comprendente una casa comodissima a Cagliari, ma nulla è andato come credevo. Innanzitutto hanno cambiato il regolamento per il bagaglio, e la macchina da cucire l'ho dovuta spedire; e soprattutto la casa che avevo scelto si è rivelata una trappola: il nuovo incubo non era lo sfratto ma restare imprigionata in una casa in cui non avevo neppure internet. Il mio diario di quel periodo non è mai stato online, e questo è un bene perché con tutte le seghe mentali che conteneva i miei lettori avrebbero rischiato di rimanere ciechi. Forse per dare un senso alla mia vita, visto come era andata a finire, avevo dato comunque un titolo al mio diario, si chiamava La donna con la valigia cade in un'imboscata. Diario di una prigionia, ma dopo pochi anni mi sono accorta che la donna con valigia era morta.

È così che sono diventata Spirito e che ho potuto vendicarmi dei miei carcerieri infestandogli la casa. Poteva diventare noioso e ripetitivo, perciò mi sono inventata una nuova sfida, un obiettivo che mai avevo avuto nella vita, col quale non mi ero mai confrontata, del tutto nuovo, sconosciuto, forse addirittura pericoloso per lo spirito di una donna con la valigia: sarei diventata casalinga. E per i miei carcerieri non poteva esserci incubo peggiore. Il mio diario è tornato online e ha cambiato nome, è diventato Lo spirito nella casa. Diario di una casalinga improvvisata. A un certo punto il diario è diventato un Diario enciclopedico, ma questo non bastava a salvarmi. Solo quando nella casa tutti eravamo ormai allo stremo sono riuscita a fuggire di nuovo; non sapendo dove andare sono andata nell'unico posto in cui ero riuscita a vivere solo con una valigia: Berlino.

Avevo forse pensato che così facendo automaticamente sarei tornata in vita come donna con la valigia? Non è stato così. Per mesi sono rimasta spirito senza casa, in un limbo in cui non ero mai io a decidere cosa fare e come, e solo lentamente ne sono uscita, per ritrovarmi in una nuova casa, e questa volta ero io l'unica occupante. Una casa tutta mia! Mi sono resa conto, con stupore, paura e infine piacere, di essere rimasta spirito: ormai mi ero abituata e mi pareva anzi di esser sempre stata spirito. Eppure un'insicurezza di fondo sulla mia vera natura rimaneva: il mio diario è diventato prima Blog di sola lettura [modalità compatibilità], perché l'unica cosa che riuscivo a fare era leggere; poi Diario enciclopedico di uno Spirito in giro per il mondo, perché c'ero e non c'ero; infine è tornato ad essere il diario di una casalinga, ma non c'erano più prove che io esistessi davvero.

Nel 2015 l'Alligatore, che nel frattempo dalla sua palude era strisciato quatto quatto nella mia casa, ha avuto un'idea: mi ha proposto di trasferirmi con lui nella sua palude. Effettivamente fare il contrario sarebbe stato assurdo, come può un alligatore vivere lontano dalla sua palude? Uno spirito è senz'altro più adattabile, sa come prendere possesso di una casa, è capace sia di fare le valigie che di riempire gli scatoloni di libri, e sa organizzare un viaggio di quelli che saranno per sempre, perché anche gli spiriti flessibili ragionano in termini di eternità. Naturalmente ho accettato la proposta. Sono arrivata in palude il 30 aprile 2015 e ho ripreso lentamente il mio Diario enciclopedico di una casalinga improvvisata, e sembra quasi che sia sempre stato così, che il diario sia sempre esistito in questa forma, che io sia sempre stata lo spirito di una casalinga; e se un tempo sono stata una Donna con la valigia era solo perché non avevo una casa, altrimenti sarei stata sin da subito uno Spirito nella casa.

Dal 30 aprile 2015 questo blog si chiama Lo spirito nella casa nella palude. Diario enciclopedico di una casalinga improvvisata, ed è il diario in cui annoto tutte le cose che faccio, dando una volta tanto la preferenza a quelle belle, perché per lamentarmi e borbottare ho già l'Alligatore che mi ascolta (o almeno fa finta). Ogni giorno preparo la cena, ogni settimana preparo il pane quotidiano e un dolce per la merenda, leggo in media quattro libri al mese, ogni settimana andiamo al cinema, creo oggetti utili per la casa, di stoffa o di carta, cucio, scrivo racconti, mi occupo del giardino e dell'orticello, in media una volta al mese facciamo una gita fuori porta e una volta all'anno andiamo in vacanza, risolvo questioni domestiche come quella dei detersivi fai da te, del riciclo dei barattoli di vetro o delle formiche bastarde, faccio liste della spesa permanenti e anche liste di cose che servono in viaggio per stare comodi e spendere poco (se non lo so io!), provo a ricamare, provo a scrivere poesie, provo a riscrivere il mio romanzo, provo l'uncinetto e la maglia, aggiusto i pantaloni di Alli, stiro le camicie, passo l'aspirapolvere, provo nuove ricette cambiando gli ingredienti perché come al solito non ho quelli giusti, riordino il mio laboratorio incasinato, scrivo sul mio quaderno nuove idee creative da regalare, mi riduco all'ultimo pochi giorni prima dei compleanni, scatto foto di tutto quello che faccio che sono come appunti di diario, festeggio anniversari con Alli (ogni nostra data ha la sua importanza), a volte faccio yoga o compilo tabelle di cose da fare, e tutte queste cose belle le annoto nel mio diario online. Se invece sono di malumore non scrivo.
Questo blog è il mio diario.

Buona permanenza nella Casa nella palude.
Elle, lo Spirito che ogni tot rinasce dalle ceneri


Chi sono dipende dal luogo in cui mi trovo, dallo spazio a mia disposizione, dal periodo che respiro, dalle persone che mi ispirano. E poi c'è quel nocciolo duro, inscalfibile, che fa di me quella che sono indipendentemente dal luogo in cui vivo, dallo spazio che occupo nel mondo, dall'aria che tira, dalle persone che mi incrociano. Io sono così. [Elle 2008]

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