lunedì 20 marzo 2017

Spirito fornaio.

Nel corso del mio riordino (non ancora concluso del tutto) ho incontrato sulla mia strada un bel po' di foto di pagnotte e pani di vario genere che non ricordavo nemmeno di aver fatto; e che avrei eliminato in toto se negli ultimi tempi non fossero successi due fatti straordinari per ciò che riguarda la panificazione in casa dello Spirito: ho iniziato a usare con successo il mio lievito madre e ho risolto un problema improvviso che rischiava di mandare a quel paese la mia pagnotta settimanale. Ritrovare quelle foto mi ha ricordato che un tempo non era così semplice per me fare il pane: come avevo potuto dimenticarlo?

Pane fatto in casa: prima lievitazione.

lunedì 13 marzo 2017

Vestitino per bambolotto.

Come sempre capita in casa dello spirito, anche con Bambolotto si tratta di una bambola rimasta nuda, che è stata spogliata dei suoi vestitini da qualcuno: in questo caso dalla piccola Chicchi, che aveva deciso che la sua bambola era maschio, le aveva tolto l'abito da principessa, e l'aveva lasciata nuda come un verme. Poi è venuta in palude e ha ricevuto non solo un Orsetto vestito a festa, ma anche la promessa di un vestitino per la sua bambola, maschio o femmina che fosse.

Materiale per una tutina unisex con camietta abbinata.
70 cm di stoffa di colore neutro
30 cm di stoffa fantasia di colore abbinato
bottoncino in tinta
ago e filo da imbastire, e filo per cucire
macchina da cucire se la sapete usare, altrimenti un po' di pazienza per fare tutto a mano
carta e matita per disegnare il modello
forbici per la carta, forbici per la stoffa
metro da sarta o righello per le misure
spilli e gessetto da sarta

Vestitino per bambolotto.

Procedimento per fare una tutina unisex per bambolotto.
Innanzitutto dovete disegnare la vostra tutina su carta: io ho disegnato un rettangolo di 16 x 33 cm, e ho tracciato una riga orizzontale a 8 cm dall'alto, che rappresenta la linea del torace, all'altezza delle ascelle. A 5,5 cm da questa riga ne ho tracciata un'altra, che rappresenta il giro vita. Tra l'una e l'altra riga ho disegnato un rettangolo, i cui lati sono a 3 cm dai lati della tutina (la tasca misura 10 x 5,5 cm), e ho poi modellato la tasca con un fondo tondo. Siccome ho tagliato la tasca su un'altra stoffa, mi serviva anche il modello della tasca staccato dal resto, perciò l'ho ricopiata con la carta carbone: in alternativa potete disegnare il rettangolo e modellare la tasca su un altro foglio, ritagliarla, poggiarla sulla tutina (lasciando 3 cm da entrambi lati) e disegnarla così. Io naturalmente ho scelto la versione più complicata del lavoro.

Vestitino per bambolotto.

Per disegnare il giromanica sulla tutina: segnate agli angoli superiori del rettangolo 1,5 cm per lato e unite al punto ascella (la riga a 8 cm dall'alto che avete tracciato prima) con una leggera curva, e ritagliate lungo questa curva.

+Vestitino per bambolotto.

Per disegnare le gambe della tutina: segnate agli angoli inferiori 6 cm per lato e unire i due punti al centro a 14 cm verso l'alto, ne uscirà un triangolo che dovrete ritagliare.

Vestitino per bambolotto.

Per disegnare il girocollo: segnate 3 cm verso il centro a partire dal giromanica, sia a destra che a sinistra e tracciate un rettangolo fino a 2 cm sopra la tasca, poi modellate la scollatura arrotondando gli angoli inferiori.

Vestitino per bambolotto.

Per disegnare il girocollo dietro: segnate su un altro foglio (basta un rettangolo 16 x 3 cm), sul lato lungo, 4,5 cm agli angoli superiori (giromanica più spallina della tuta), e tracciate un rettangolo alto 1,5 cm, modellate una leggera curva per unire i tre punti. Direttamente sulla stoffa tracciate poi una linea verticale, al centro della tutina, lunga circa 5 cm, che dopo (quando ve lo dico io) taglierete per creare l'apertura (da chiudere con un bottoncino).

Vestitino per bambolotto.

Dopo aver ritagliato il modello su carta, dovete poggiarlo sulla stoffa con l'aiuto degli spilli, e segnare tutte le linee col gessetto sulla stoffa (potete usare anche una matita bianca o celeste, solo sappiate che rimarrà il segno sulla stoffa). Il carta modello va poggiato sul rovescio della stoffa, e le due parti davanti/dietro vanno messe una sull'altra dritto contro dritto.

Vestitino per bambolotto.

Dopo aver tracciato il contorno, se come me avete optato per la versione difficile della tasca, togliete gli spilli dalla parte superiore della tutina e piegate il carta modello lungo la linea superiore della tasca, tracciate questa linea seguendo la piega.

Vestitino per bambolotto.

Togliete gli spilli dai lati della tutina, piegate lungo i lati della tasca e tracciate col gesso anche queste linee (per comodità potete piegare la carta prima di fissarla alla stoffa, così che le pieghe siano già pronte da seguire).

Vestitino per bambolotto.

Infine togliete il carta modello, e tracciate la curva della tasca usando il carta modello della tasca appoggiato sulle linee già tracciate. Semplice, no?

Vestitino per bambolotto.

Sul dietro, naturalmente, tracciate la scollatura del dietro. Poi tagliate l'eccedenza di stoffa, lasciando 1 cm di margine di cucitura.

Vestitino per bambolotto.

Anche lungo i lati e all'interno delle gambe tagliate a 1 cm dalle linee disegnate.

Vestitino per bambolotto.

Io faccio sempre i punti lenti e le imbastiture, anche sui vestiti delle bambole, se voi volete passare dagli spilli alla cucitura a macchina, fate pure.
Lungo i lati della tutina, ho imbastito e poi cucito a macchina (e fatto lo zig zag per rifinire); lungo il girocollo e nelle cuciture della tasca ho fatto un'imbastitura semplice (che funziona come un gessetto che non si cancella, non cuce ma traccia le linee in maniera indelebile, visto che toccando la stoffa il segno del gessetto va via facilmente); il giromanica, invece, siccome per la bambola ho fatto il dietro uguale al davanti, per non ripetere due volte le linee col gesso e le cuciture, ho fatto i punti lenti che, una volta tagliati, lasciano una sorta di cucitura sia davanti che dietro.

Vestitino per bambolotto.

Poggiate il carta modello della tasca sulla stoffa fantasia scelta per la tasca, segnate, ritagliate lasciando un margine di cucitura di 1 cm, piegate il margine e cucite a macchina quello superiore (l'apertura della tasca). Infine cucite il lato curvo sulla tutina, seguendo l'imbastitura sulla tutina.

Vestitino per bambolotto.

Tagliate dalla stoffa fantasia due rettangoli di circa 8 x 8 cm (a voler fare bene le cose), che servono per rifinire sia la scollatura, sia l'apertura dietro: girate al dritto la tutina, poggiate la stoffa fantasia dritto contro dritto e cucite a 1 millimetro o 2 dalla linea dell'apertura (che non avete ancora tagliato). Tagliate la linea dell'apertura dietro, zigzagate per rifinire...

Vestitino per bambolotto.

...infine girate al rovescio la tutina...

Vestitino per bambolotto.

e al dritto la stoffa fantasia: ripassate una cucitura lungo i bordi.

Vestitino per bambolotto.

Sia al girocollo che al giromanica avrete difficoltà a ripiegare in dentro il margine di cucitura, perciò dovete fare tanti tagli perpendicolari al bordo, senza arrivare ai punti lenti (o al segno del gessetto), per facilitare la piega; verrà una sorta di merlatura...

Vestitino per bambolotto.

A me è poi tornato in mente che queste bambole hanno le braccia metà imbottite, metà di plastica, sembrano culturisti, perciò ho deciso all'ultimo di fare una camicetta semplice a incrocio, di cui non ho le misure esatte purtroppo. Ho tagliato due maniche piegate in doppio (dritto contro dritto), con una forma semplice a trapezio, riportando la stessa misura del giromanica della tutina.

Camicetta per bambolotto.

Per la scollatura mi sono basata sul girocollo dietro, dato che anche sul davanti la bambola è imbottita sino al collo e volevo coprire l'imbottitura sollevando la scollatura della camicia rispetto a quella della tutina.

Camicetta per bambolotto.

La camicia è un rettangolo per il dietro (con girocollo uguale a quello della tutina), mentre sul davanti è composto da due pezzi: due rettangoli lunghi una quindicina di cm, che sul lato superiore seguono le misure della tutina (girocollo e giromanica del dietro), mentre sul lato inferiore sono larghe il doppio (una sorta di doppiopetto incrociato), quindi se la tutina è larga 16 cm, ogni metà è larga 8 cm sul lato superiore e 16 cm sul lato inferiore. Ai lati, il davanti ha i fianchi uguali al dietro, ma al centro, dove le due ali si incrociano, segue il fianco sino all'ascella, poi si congiunge obliquamente al girocollo.

Camicetta per bambolotto.

Alle estremità delle ali ho cucito un pezzo di filo da ricamo, per fare un laccetto da chiudere.

Camicetta per bambolotto.

Camicetta per bambolotto.

La camicia e la tutina sono quindi separate.
Infine ho cucito il bottoncino dietro e fatto un'asola con il filo da ricamo.

Camicetta per bambolotto.

All'interno della tasca ho cucito la mia etichetta fatta a mano.

Vestitino per bambolotto.

Vestitino per bambolotto.

Vestitino per bambolotto.

Infine ho attaccato l'etichetta per il lavaggio, ho incartato l'abito su misura, e l'ho spedito alla piccola Chicchi, con la raccomandazione di fare il risvolto al pantalone se fosse stato troppo lungo.

Vestitino per bambolotto.

Vestitino per bambolotto.

Vestitino per bambolotto.

La piccola Chicchi, per il tramite di sua madre che sa scrivere, mi ha ringraziata e mi ha mandato le foto di Bambolotto col suo nuovo vestitino unisex.

Vestitino per bambolotto.

Vestitino per bambolotto.

Vestitino per bambolotto.

venerdì 10 marzo 2017

Lo Spirito nell'orto.

Insomma, fino a ieri non ne avevo voglia, ma non avevo fatto i conti con la bella stagione, che non solo mi fa aprire gli occhi quasi due ore prima del solito (solito = non all'alba), come fossero fiori che sbocciano, ma mi spinge fuori a controllare l'orto, a zapparlo, a seminare.
Nella foto i semi delle nostre melanzane dell'anno scorso sono finiti nei vasetti di yogurt (come faremo in futuro, ora che lo yogurt lo faccio in casa?); in piena terra ho messo patate germogliate (sarde), piselli e lattughe, seminati seguendo le istruzioni sulla bustina, e con tanta cura da parte mia. A tratti con entusiasmo.
Mio complice è stato il caldo di oggi.

Melanzane dell'orto dello Spirito.

venerdì 3 marzo 2017

Riassunto del mese di febbraio.

Alli mi ha chiesto ieri “Allora, com'è stato questo febbraio? Lungo o corto?”, perché su questo mese eravamo in disaccordo: per lui è un mese veloce, per me è sempre stato lentissimo, con picchi negli anni bisestili. Di febbraio 2016 non ho un bel ricordo, perché negli anni bisestili cambia anche la qualità del mese. “Giusto”, ho risposto a Alli, “né lungo né corto”. In effetti è proprio così, anzi è stato meglio degli altri mesi, di sempre, perché febbraio 2017 l'ho vissuto giorno per giorno a 24 ore alla volta, non mi è sembrato troppo veloce, né lento e rilassato come è stato ad esempio gennaio.
Che io abbia trovato la chiave segreta?

La mia Matilde.

giovedì 2 marzo 2017

Il mito della dieta. La scienza dietro ciò che mangiamo di Tim Spector (tradotto da Francesca Pe').

A febbraio ho letto a più riprese Il mito della dieta. La scienza dietro ciò che mangiamo di Tim Spector, tradotto da F. Pe', di cui volevo scrivere due righe nel riassunto del mese, ma sono venute tre pagine, che sommate alle altre cinque del riassunto facevano un bel malloppo. L'ho separato e ho messo qualche foto, e dato che così mi sembrava un post corto, ci ho aggiunto anche qualche citazione dal libro.

Ebook "Il mito della dieta", Spector, Pe'.
Ebook Kobo  "Il mito della dieta" di Spector, trad. Pe'.

Il libro è bello pieno di risultati di esperimenti e ricerche, nomi scientifici dei microbi e batteri, ma molto molto interessante. Come dice il sottotitolo, analizza le diete più famose e di moda dal punto di vista della validità scientifica, ma soprattutto riporta tutto il merito, e tutte le colpe, sui nostri microbi intestinali, non senza fare un po' di umorismo.

lunedì 27 febbraio 2017

Bilancio di fine anno e buoni propositi per l'anno nuovo.

In questo preciso istante non dovrei essere qui a scrivere, ma sento un'urgenza. Contrariamente al mio solito non voglio perdere tempo a cercare di capire cosa mi urge, anche se ho sempre considerato utile capire, invece ora voglio agire. Scrivere. I miei buoni propositi per l'anno nuovo, il bilancio di fine anno. Ho rimandato perché non mi sentivo pronta, avevo un frullare di elementi nella testa, e ora lentamente si stanno sedendo, posso fissarli, e posso acchiappare e fermare quelli che vorticano ancora. Posso.
Posso perché in queste settimane non ho fatto altro che avere la mente predisposta a individuare i buoni propositi, mentre facevo altro. Posso perché adesso ne ho proprio bisogno, ora che sento rimontare la confusione, ora che mi trovo sul confine sottile fra un entusiasmo da anno nuovo che mi vedeva attiva senza bisogno di pianificare e una crisi che mi vede spenta pur con tutta la mia buona volontà.
Non sono nuova a queste crisi, io, per niente nuova.
Posso perché in queste settimane, in maniera più o meno voluta, ho attraversato tutte le sponde del mio essere, diciamo gli ultimi dieci anni con brevi incursioni nei precedenti, per altri motivi dall'analisi approfondita di me stessa che mi è tanto cara, ma il cui effetto è stato evidentemente lo stesso.
Da tempo poi meditavo di tornare al mio vecchio diario sul blog, ma non ero pronta. In questi casi dico sempre che ho altro per la testa, ma c'è anche altro su internet, e non mi riferisco solo ad altri blog o social.
Insomma eccomi qui. Per un bilancio di fine anno come si deve, è bene partire dai buoni propositi per l'anno in esame, e io sarò veloce, ma è bene chiudere le porte e aprire le finestre per l'anno nuovo (in fondo sono solo dieci mesi da qui a dicembre, niente di impossibile).

lunedì 20 febbraio 2017

E se chiudessimo il salotto nello studio?

Quando ho avuto l'idea fantastica di cambiamento, a fine dicembre, ero in preda ai più vaghi sentimenti post-natalizi. Di preciso non sapevo, né ricordo ora, cosa non andasse, al di là dello stress da addobbo fatto a mano e da post quotidiano che mi aveva colta già a inizio mese e che proseguiva, e del sollievo del 26 nel rendermi conto che era davvero finita. Un natale così veloce non me lo aspettavo, ho pensato sicuramente. Meno sicuro è tutto il restante vorticare di pensieri.

Il salotto nello studio.

venerdì 10 febbraio 2017

Tre mesi di Bullet Journal per casalinghe.

Ormai da settembre mi accompagna ogni giorno la mia agenda-diario personalizzata, e a gennaio ho iniziato il terzo quaderno. Materialmente, infatti, per tenere un'agenda secondo il metodo bullet journal serve solo un quaderno (e la penna), ma se il quaderno è piccolo, finisce prima. Logicamente. Non ho mai pensato che seguendo questo metodo avrei usato un quaderno per un anno, nemmeno se con molte pagine, perché il metodo può racchiudere in sé così tanti quaderni che risulta impossibile. Naturalmente si è liberi di dedicare diversi quaderni a diversi aspetti della propria vita (es. lavoro e vita privata) per non incasinare tutto e far confusione, e io pure l'ho fatto, nonostante l'idea iniziale fosse appunto quella di eliminare i miei molti quaderni, oltre ai foglietti volanti.
Innanzitutto, se non sapete cos'è il bullet journal cliccate qui; mentre se volete sapere quali quaderni ci ho fatto stare dentro cliccate su Materiali per un'agenda-diario. Se invece siete informati sul bullet journal, e addirittura mi avete letta con costanza e siete informati pure su di me, restate qui a sentire la storia dell'ultimo trimestre del mio 2016 con l'agenda-diario e dei progressi che ho fatto nel personalizzarlo (per il primo mese vi rimando al post dedicato >qui).

Tre mesi di Bullet journal.

mercoledì 1 febbraio 2017

Riassunto del mese di gennaio.

Come promesso a me stessa, a gennaio mi sono riposata. O quasi.
In realtà fremevo già da dicembre per un'idea fantastica di cambiamento che mi è venuta e che non ha portato riposo di per sé; ma non dover aggiornare il blog, lasciar perdere gli spunti per "fantastici post" o rimandarli a febbraio ha reso lo stress da cambiamento meno pesante. Il mese è trascorso in maniera lenta, il tempo si è dilatato e sembrava non finire più, così anche la sensazione di riuscire a sistemare tutte le cose che volevo è stata più forte e incoraggiante. In realtà non ho sistemato nulla di quello che volevo, perché ho preferito dare la precedenza sia al cambiamento fantastico (che coinvolgeva anche Alli e quindi non potevo dedicarmici secondo la mia luna) sia al riposo vero e proprio sia, naturalmente, alle riflessioni (che non manchino) su come impostare la mia vita e il mio 2017 nel dettaglio. Non ho ancora messo nero su bianco un bilancio corredato da buoni propositi, ma ci ho pensato molto. Adesso, comunque, vado con ordine, perché il mio riassunto del mese è ormai una tradizione consolidata a cui non riesco a rinunciare neanche in nome del riposo assoluto.

Libri che vorrei leggere

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